Cig in deroga per aziende plurilocalizzate, nuova procedura Inps disponibile dal 24 luglio


Le aziende “plurilocalizzate” che hanno ricevuto la prima autorizzazione con decreto ministeriale per l’intero periodo richiesto (22, 13 o 9 settimane), devono inviare la domanda di proroga dell’integrazione salariale direttamente all’Inps, per un ulteriore periodo di 5 settimane e, una volta integralmente fruite le citate 5 settimane, per le eventuali ulteriori 4, per periodi fino al 31 ottobre 2020. La procedura informatica per la presentazione delle domande sarà resa disponibile dal 24 luglio 2020 (Inps, messaggio 17 luglio 2020, n. 2856).


Come noto, i trattamenti di cassa integrazione guadagni (CIG) in deroga, riferiti a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa decorrenti dal 23 febbraio al 31 agosto 2020. per i periodi successivi alle prime 9 settimane, sono autorizzati dall’Inps, su domanda dei datori di lavoro. Peraltro, anche per i datori di lavoro con unità produttive situate in 5 o più Regioni o Province autonome, per i quali era stato il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ad autorizzare, con specifici decreti, le prime settimane di CIG in deroga, la presentazione delle istanze per la richiesta di trattamenti riferiti a periodi successivi avviene direttamente all’Inps (D.M. 20 giugno 2020, n. 9).
I datori di lavoro che invece hanno ottenuto decreti di autorizzazione per periodi inferiori alle 9 settimane, prima di poter richiedere le ulteriori 5 settimane, devono rivolgersi alla Regione o al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nel caso di aziende cd. “plurilocalizzate”, per richiedere la concessione delle settimane mancanti rispetto alle prime 9.
In ogni caso, dunque, la presentazione della domanda all’Inps può aversi solo nel caso di prolungamento oltre le 9 settimane e comunque oltre gli ulteriori periodi concessi ai datori di lavoro operanti nei Comuni delle c.d. zone rosse (art. 22, co. 8 bis, D.L. n. 182020), oltre cioè al completamento di 3 ulteriori mesi, per 22 settimane complessive, nonché nelle Regioni delle c.d. zone gialle (art. 22, co. 8 quater, D.L. n. 18/2020), oltre cioè al completamento di 4 ulteriori settimane, per 13 settimane complessive, prima riconosciute dalle Regioni o, nel caso di aziende plurilocalizzate, dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali (art. 1, D.M. n. 9 del 20 giugno 2020).
Orbene, per quanto attiene alle modalità di presentazione delle domande, le aziende “plurilocalizzate” che hanno ricevuto la prima autorizzazione con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per l’intero periodo richiesto (22, 13 o 9 settimane), devono inviare la domanda di proroga dell’integrazione salariale direttamente all’Inps, per un ulteriore periodo di 5 settimane, decorrenti dal 23 febbraio al 31 agosto 2020; una volta integralmente fruite le citate 5 settimane, possono richiedere le eventuali ulteriori 4 settimane per periodi fino al 31 ottobre 2020.
La procedura informatica per la presentazione delle domande sarà resa disponibile dal 24 luglio 2020.
In ogni caso, in considerazione dei nuovi e più stringenti termini previsti per la presentazione delle domande, in fase di prima applicazione, le aziende, con riferimento ai periodi i cui termini di trasmissione fossero già scaduti, potranno utilmente inviare le relative istanze entro e non oltre 15 giorni dalla data di rilascio della procedura.
Per quanto attiene alla tipologia di pagamento, per le aziende “plurilocalizzate” è anche prevista la possibilità di anticipare la prestazione e recuperarne l’ammontare con il sistema del conguaglio contributivo. La modalità si aggiunge a quella di pagamento diretto con anticipo, per cui l’Inps autorizza le domande e dispone l’anticipazione di pagamento del trattamento, nella misura del 40% delle ore autorizzate nell’intero periodo, entro 15 giorni dal ricevimento delle domande stesse.