Reddito di cittadinanza: chi sono i cd. navigator?


Lo sviluppo della rete dei servizi pubblici per il lavoro, alla luce dell’introduzione del reddito di cittadinanza, è divenuto un obiettivo prioritario nelle azioni di governo. Nell’ambito di tale piano dovranno essere definite anche le modalità di inserimento nella rete delle politiche attive di quelle figure di operatori del mercato del lavoro che sono state definite come “navigator“, per i quali è stato previsto un importante finanziamento.


Tra le risposte alle domande più frequenti in materia di Reddito di cittadinanza, il Ministero del lavoro chiarisce come bisogna procedere prima di presentare la domanda per accedere al beneficio: deve presentarsi domanda per la certificazione ISEE 2019 compilando la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), un documento che contiene le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare; deve presentarsi la Dichiarazione attraverso una delle modalità previste dalla relativa normativa, ad esempio presso un Centro di assistenza fiscale o direttamente per via telematica sul sito dell’INPS, utilizzando il PIN dispositivo.
In particolare la domanda per ottenere il Reddito di cittadinanza può essere presentata, a partire dal 6 marzo 2019, attraverso il sito, recentemente predisposto, https://www.redditodicittadinanza.gov.it/, accedendo con SPID.
In alternativa, è possibile rivolgersi agli Uffici postali abilitati al servizio o ai Centri di Assistenza Fiscale (CAF) che abbiano stipulato una convenzione con l’INPS.
Dopo aver ricevuto la domanda, l’INPS verificherà i requisiti entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta; entro i successivi cinque giorni, in caso di esito positivo della verifica, l’Istituto riconoscerà il beneficio che sarà erogato attraverso un’apposita Carta di pagamento elettronica (Carta Rdc) emessa da Poste Italiane. In seguito sarà comunicato quando e in quale ufficio postale si potrà ritirare la Carta.
Entro 30 giorni dal riconoscimento del diritto al Reddito di cittadinanza, il cittadino sarà convocato dal Centro per l’Impiego per sottoscrivere un Patto per il Lavoro, iniziando così un percorso personalizzato di inserimento lavorativo o formazione.
Lo sviluppo della rete dei servizi pubblici per il lavoro, alla luce dell’introduzione del Reddito di cittadinanza, è divenuto quindi un obiettivo prioritario delle azioni di governo. Per garantire, su tutto il territorio nazionale e a tutti i cittadini, una serie di prestazioni di base personalizzate (accoglienza, orientamento, intermediazione ed avviamento alle politiche attive del lavoro) occorre infatti superare le diverse debolezze esistenti, evidenziate recentemente nel corso dell’indagine conoscitiva condotta dalla Commissione Lavoro del Senato e più volte richiamate nell’ambito delle diverse attività di monitoraggio realizzate da ANPAL.
Per questa ragione occorre un piano condiviso Stato-Regionisullo sviluppo a medio e lungo termine della rete dei servizi per il lavoro. Nell’ambito di tale piano, che dovrà essere approvato mediante apposita intesa in Conferenza Stato-Regioni, dovranno essere definite anche le modalità di inserimento nella rete delle politiche attive di quelle figure di operatori del mercato del lavoro che, nella comunicazione mediatica, sono state definite come “navigator“, per i quali è previsto un importante finanziamento. L’articolo 12, comma 3, del D.L. 4/2019 prevede infatti che: “Per consentire la stipulazione, previa procedura selettiva pubblica, di contratti con le professionalità necessarie ad organizzare l’avvio del Rdc, nelle forme del conferimento di incarichi di collaborazione, nonché per la selezione, la formazione e l’equipaggiamento, anche con il compito di seguire personalmente il beneficiario nella ricerca di lavoro, nella formazione e nel reinserimento professionale, è autorizzata la spesa nel limite di 200 milioni di euro per l’anno 2019, 250 milioni di euro per l’anno 2020 e di 50 milioni di euro per l’anno 2021 a favore di ANPAL servizi S.p.A. che adegua i propri regolamenti a quanto disposto dal presente comma.”
Dovrebbe trattarsi dunque di una sorta di “guida” che affiencherà il disoccupato nella ricerca di un’occupazione e vigilerà sull’osservanza delle nuove regole. Sarà cruciale, conseguentemente, mettere i c.d. “navigator” nella condizione di poter operare sul territorio, tenuto conto non solo delle competenze regionali, ma anche del raccordo organizzativo con gli operatori dei centri per l’impiego già presenti.